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Trattamento chirurgico del paziente con gozzo tiroideo immerso
Panagiotis Paliogiannis, Fabrizio Scognamillo, Salvatore Denti, Emilio Trignano,
Federico Attene, Mario Trignano
Ann. Ital. Chir., 2009; 80: 429-434
Riassunto
Il gozzo è una delle patologie che più frequentemente
colpiscono la tiroide. Mentre il termine gozzo è universalmente
accettato, non altrettanto accade per il temine
“immerso” in quanto non esiste univocità sul livello che
la tiroide tumefatta deve raggiungere all’interno del torace
per poter essere considerata “immersa”. La tendenza
dei gozzi immersi di ingrandirsi e di comprimere strutture
anatomiche adiacenti e la possibilità di trasformazione
maligna, hanno imposto l’asportazione chirurgica
come trattamento di scelta. Presentiamo in questo lavoro,
partendo dalla nostra esperienza, una revisione della
letteratura sul management chirurgico del gozzo tiroideo
immerso.
Da gennaio del 1992 ad aprile 2009 abbiamo eseguito
presso il nostro Istituto 94 interventi chirurgici per gozzo
tiroideo immerso, cosi come definito da Cougard.
L’età media dei pazienti era di 57 anni ed il rapporto
maschi – femmine di 1:5. Tutti i pazienti hanno effettuato
un iter diagnostico preoperatorio con RX torace,
ETG del collo e TAC del collo e del mediastino. L’intervento
eseguito è stata la tiroidectomia totale in tutti i
casi, per via cervicotomica nel 96,8% e con accesso sternotomico
nel 3,2% dei pazienti. In quattro casi (4,3%)
il gozzo era retrovascolare mentre nei restanti 90 (95,7%)
prevascolare. L’esame anatomopatologico delle masse
asportate ha rivelato la presenza di 68 (72,3%) casi di
gozzo multinodulare colloidocistico, 17 (18%) casi di
adenoma, 7 (7,4%) casi di carcinoma tiroideo, 2 (2,3%)
casi di tiroidite. Le complicanze postoperatorie più
importanti registrate sono state: 2 casi di ipoparatiroidismo
permanente, 3 casi di danno ricorrenziale e 2 casi
di chilotorace. Non è stato verificato nessun decesso
perioperatorio.
Riteniamo che la designazione di una definizione univoca
ed accettata universalmente è auspicabile in quanto
renderebbe migliore l’elaborazione dei dati epidemiologici
e clinici relativi a questa patologia. Per quanto
concerne lo studio preoperatorio del paziente l’esame
radiografico del torace con l’ecografia e la TAC del
collo e del mediastino rimangono gli esami di imaging
cardine per la valutazione chirurgica della lesione.
L’approccio chirurgico è in genere quello cervicotomico,
con gli altri tipi di accesso a seguire a seconda delle
necessità. L’intervento da eseguire è la tiroidectomia
totale. Le complicanze post-chirurgiche sono pressoché
sovrapponibili a quelle della tiroidectomia totale di
tiroidi non immerse, almeno per i gozzi asportati per
via cervicotomica. La mortalità perioperatoria è attualmente
estremamente bassa.
