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I carcinomi in situ della mammella: inquadramento clinico ed attualità

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F. Attene, F. Scognamillo, E. Trignano, G.B. Meloni, C. Rubino, M. Trignano
Ann.Ital.Chir 2004; Vol. 77 / 1 – pag. 3-12

INTRODUCTION: Lobular and ductal carcinomas in situ of the breast (LCIS and DCIS) origin from the ductal-lobular unit of mammary gland, but they are characterized for different morphologic patterns and evolution. In 1980 they represent 1.4% of diagnosis in breast biopsy, less of 5% of carcinomas of the breast. Actually in 7.5% of breast biopsy an in situ carcinoma is recognized (approximating 40% of breast cancers). Our purpose is to evaluate the different available strategies in the clinic management of DCIS and LCIS and, in case of surgical treatment, which reconstructive approach obtains satisfactory breast conformation. MATERIALS AND METHODS: The study enclose 125 patients: 40 of them presented LCIS (32%) and 85 DCIS (68%). In 40 patients (32%) underposed to mastectomy was performed a reconstruction in cooperation with aesthetic surgeons. 35 of 40 women with LCIS are included in a follow-up programme, 5 of them had a bilateral mastectomy and reconstruction. RESULTS: No recurrences were observed in patients affected by LCIS. Six patients underposed to wide excision for DCIS developed local recurrence, treated by mastectomy. No recurrences were observed in patients treated initially with mastectomy. Some complications correlated to reconstruction were detected. CONCLUSIONS: One of most controversial sights in breast pathology is the understanding of biological meaning of CLIS: in facts CDIS can be considered a pre-invasive cancer, CLIS is reasonably considerable only a risk indicator for developing breast cancer but it isn’t a pre-neoplastic lesion. Very important is the reconstruction of the breast to improve the quality life of patients.

Riassunto

I carcinomi in situ della mammella, lobulare (CLIS) e duttale (CDIS), pur presentando una origine comune in corrispondenza dell’unità duttulo-lobulare della ghiandola mammaria, si caratterizzano per quadri morfologici e storia naturale differenti. Nel 1980 rappresentavano l’1,4% delle diagnosi su biopsia mammaria e meno del 5% di tutti i carcinomi mammari, attualmente vengano individuati nel 7,5% delle biopsie e costituiscono ben il 40% dei carcinomi della mammella. Considerata la rilevanza del problema ci siamo proposti di individuare quale strategia terapeutica meglio si adatti alle due neoplasie e, nel caso di demolizione della mammella, quale modalità ricostruttiva rappresenti la soluzione ideale per il ripristino della morfologia, dell’integrità psicologica e della qualità di vita della paziente.Sono state considerate 125 pazienti affette da carcinoma mammario in situ; 40 presentavano un CLIS (32% del campione) ed 85 un CDIS (68%). Nel 32% è stata eseguita una ricostruzione mammaria post mastectomia. Delle 40 donne affette da CLIS, 35 sono attualmente sottoposte al solo follow-up clinico e mammografico; 5 pazienti sono invece state sottoposte a mammectomia bilaterale preventiva e ricostruzione. Sia i casi di CLIS seguiti con monitoraggio semplice che quelli sottoposti a ricostruzione non hanno presentato recidive ne metastasi a distanza. Sono state rilevate invece alcune complicanze post-ricostruttive. Per quanto riguarda i casi di CDIS, si sono verificate 6 recidive locali (10%) dopo quadrantectomia, trattate con mastectomia semplice. Non si sono verificate recidive locali nei casi trattati con mastectomia ab initio. Non si sono mai evidenziate metastasi a distanza. Uno degli aspetti più controversi in patologia mammaria rimane la comprensione del significato biologico del CLIS e la valutazione della probabilità di sviluppare un carcinoma infiltrante in seguito all’asportazione bioetica di un CLIS senza ulteriori trattamenti. Anche per il CDIS sono opportune alcune considerazioni, ricordando che la sequenza CDIS carcinoma duttale infiltrante è possibile ma non obbligatoria. Il carcinoma infiltrante ed il CDIS sono comunque da considerarsi due patologie differenti e, mentre il carcinoma infiltrante è da considerarsi una patologia sistemica, il carcinoma duttale in situ è una patologia a diffusione locale che pertanto, richiede il solo controllo locale. È necessario ricordare il principio secondo cui mentre il CLIS sarebbe da considerare un indicatore di rischio per l’insorgenza di un carcinoma infiltrante, il CDIS è da trattare come una vera e propria neoplasia in situ. La dissezione dei linfonodi ascellari non avrebbe un significato terapeutico nel trattamento chirurgico dei carcinomi in situ della mammella, a causa della scarsa frequenza del coinvolgimento linfonodale nel processo patologico. Anche la scelta di completare il trattamento chirurgico con la radioterapia o meno è tema di discussione. L’analisi delle ricostruzioni effettuate e delle pazienti non sottoposte a ricostruzione ha messo in evidenza come l’esigenza della ricostruzione sia imperativa. Infatti lepazienti non sottoposte a ricostruzione più facilmente sviluppano sindromi ansioso depressive. Il valore definitivo di una quadrantectomia, oncologico ed estetico, sussiste solo se la forma della mammella risulta simile a quella originaria oppure a quella controlaterale. La possibilità di ricorrere a tecniche ricostruttive rappresenta un punto nodale nella gestione di queste forme neoplastiche poiché consente la correzione delle deformità nel rispetto della radicalità oncologica.

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